22 de jul de 2014

mashal-080. Usual louses at German State/Government Terrorism disposal...

mashal-080. Usual louses at German State/Government Terrorism disposal...

by Georg Moshe Rukacs


Usual miseries of the State/Government-Organizes Stalking.
We report this from facebook, where it appeared.

+++++++++++++++++++++++++++++++
USUAL LOUSES AT GERMAN STATE TERRORISM DISPOSAL...
The direction of http://allegretto-start.de/
+ Vivian Rieth Rüdiger = https://www.facebook.com/vivian.osterwold ,
+ Sascha Kiel, ~34 y/o, http://badoo.com/de/0186074348/
+ Fabian Frömke = https://twitter.com/fabsethebest ,
+ Dragoş Apolzan = https://www.facebook.com/dragos.apolzan ,
+ Andrew Grabe = https://www.facebook.com/SOLLVORKOMM ,
etc.
involved in State Terrorism / State/Government-Organized Stalking [S/G-OS], and anti-Semitic campaigning, pogrom, lynching,
on BfV [Bundesamt für Verfassungsschutz - the nowadays German StaSi-GeStaPo] initiative,
in Berlin, Germany, by Allegretto-“Humbolt Terrassen” [BMB Solutions GmbH].
+++++++++++++++++++++++++++++++

Now we are inquiring.

Details will follow at proper time...
+++++++++++++++++++++++++++
+++++++++++++++++++++++++++

15 de mar de 2014

State/Government-NATO Terrorism in Berlin, Germany





venerdì 14 marzo 2014


mashal-078. Carabinieri-NATO S/G-OS in Deutschland. Antica Pizzicheria (Berlin-Marzahn), Marzahner Chaussee 85-87, 12681 Berlin

mashal-078. Carabinieri-NATO S/G-OS in Deutschland. Antica Pizzicheria (Berlin-Marzahn), Marzahner Chaussee 85-87, 12681 Berlin

by Georg Moshe Rukacs


KeywordsCarabinieri, Polizia Segreta CC, State/government-organized stalking, S/G-OS, Antisemitismus, deutsch Antisemitismus, anglo-amerikanischen Antisemitismus, Anti-Semitism, German anti-Semitism, Anglo-American anti-Semitism, NATO, Terrorismo di Stato, State Terrorism, Staatsterrorismus, Carabinieri-NATO death squads, Squadroni della Morte dei Carabinieri, Quirinale. governo italiano, Ministero dell’Interno, Ministero della Difesa, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano di Savoia, Angela Merkel   


Solito State/government-organized stalking (persecuzione di Stato, terrorismo di Stato) degli Squadroni della Morte della Polizia Segreta CC-NATO, ora in Germania, a Berlino.

Le strutture dell’insicurezza, del terrorismo di Stato, tedesche sono ovviamente sotto totale controllo NATO cui devono obbedire, nella sostanza. La Germania è un paesucolo occupato, che non conta una pippa, dettagli  parte, a livello politico-militare. Sì, è una potenza economica, sebbene del tutto burocratizzata, per cui non possa competere con l’efficienza anglofona. 

Non che la Germania non avesse una tradizione sua, anche prima, quando sembrava indipendente. Razzismi, antisemitismi, Squadroni della Morte, Terrorismi di Stato, Polizie Segrete di Stato, loro appendici paramilitari, socialdemocratiche, comuniste, fasciste, cattoliche, protestati, nazionaliste, filo questo o filo quello. Il tedesco è un pecorone. La sola differenza tra il tedesco e le razze slave, slave fa assonanza con schiave, è la lingua, ringhiante. Ringhiante quando la si vuole tale. Nelle canzoni può anche essere estremamente musicale e delicata.

Insomma, il pidocchio è una categoria che trascende nazionalità, culture ed inculture, moralità ed immoralità ostentate.

Appena arrivo in Germania ed a Berlino, il 27 ottobre 2014, si attiva l’allarme delle Polizie Segrete NATO.

- “Qui il MAD [Militärischer Abschirmdienst - Servizio di Protezione Militare]. Capitano Hans...”
- “Colonnello Picone [della Polizia Segreta CC - gli Squadroni della Morte CC, i CC mafioso-terroristi, quelli che, agli ordini delle istituzioni (Presidenza della Repubblica, Governo formale, Parlamento), creano e gestiscono mafie e terrorismi, e si occupano di stragi, assassinii e persecuzioni]! Heil Merkel!”
- “Non occorre... Mi dica piuttosto che è questa cosa... Si è acceso l’allarme S/G-OS ma non si capisce... Questo Athos non sembra un pericolo per nessuno. Per preparare un fascicolo per la Bundeskanzlerin Merkel ci occorrerebbe qualche elemento... ...Per giustificare una tale enormità: Non deve abitare, lavorare, studiare... Non deve vivere!
- “Mi scusi, capitano, ma che cazzo gliene frega... Sono cose fatte a questo modo. Hanno il codice NATO. Noi dobbiamo solo eseguire. Se dobbiamo eseguire, eseguite!”
- “Sì certo. Tuttavia, per la reciproca buona intesa... ...Vorremmo saperne un po’ di più perché dalla schermata sul computer non si capisce quale ragione ci sia. Secondo i regolamenti di queste operazioni, dovreste mandarci il fascicolo...”
- “Lo mando subito, come file in pdf...”
- “Appena lo abbiamo visionato, facciamo sapere.”
- “Bene, dal fascicolo vedrete tutto.”
- “A presto!”

Poco più tardi.

- “Colonnello Picone, sono di nuovo io, Hans.”
- “Da quel che ho visto... - dovrei dire: non ho visto - è più urgente che mai ci dica quale è il problema, che ci diate delle informazioni. ...Dobbiamo ben scrivere qualcosa nel dossier da sottoporre alla Cancelliera...”
- “Lo sapete che, come operazioni NATO, sono cose automatiche. Per cui non dovete che fare quanto richiesto...”
- “Sono cose automatiche ma occorre pur sempre la firma del governo...”
- “Per cui, ve la fate mettere e procedete...”
- “Abbiamo visto che gliene avete fatte di tutti i colori ed in tutto il mondo, anche in Stati fuori dalla NATO, pure in Stati ufficialmente nemici, di campo avverso, ma non si capisce il motivo. O si capisce... Non c’è motivo, sembrerebbe. Per cui ci viene il dubbio che ci siano delle cose che non volete dirci.”
- “Non è che non vogliamo... Non abbiamo altro da dire...”
- “Come dire che non c’è nulla...”
- “Guardi, sono cose che io mi trovo, preparate da altri che ora sono chissà dove e pure non più da noi...”
- “Per cui c’è una persecuzione senza motivo e che va avanti in tutto il mondo senza motivo...”
- “Non sono autorizzato a discutere a questo livello. C’è il codice NATO, per cui va eseguito.”
- “Il codice NATO c’è perché lo avete chiesto voi...”
- “E ci è stato accordato...”
- “Lo sa, colonnello Picone, che, quando si chiede, alla NATO sono ben felici di acquisire nuovi nominativi per queste operazioni...”
- “E noi dobbiamo eseguire. Voi dovete eseguire...”
- “Io devo egualmente preparare un dossier per il governo...”
- “Lo prepari. Tanto sono obbligati a firmare e pure subito. Ed anche non firmassero, dovete obbedire lo stesso dato che c’è il vincolo NATO per cui le operazioni già Gladio, ora Ax, vanno implementate comunque...”
- “Devo lo stesso preparare un dossier per il governo. Perciò devo scrivere che dobbiamo fare quel che dobbiamo fare sulla base di nulla...”
- “Scriva quel che vuole. Non posso dire nulla. Non so nulla. Ed ora ho pure altre cose da fare.”

Sono operazioni di Polizia Segreta militare-NATO, ma la firma la deve mettere il Ministro dell’Interno e il/la Capo/a del Governo, e pure il Presidente dove questi abbia qualche potere reale. Quest’ultimo non conta nulla in Germania. Del resto, l’attuale Presidente della Germania, Joachim Gauck, è pure un povero illuso della già RDT, eletto proprio per questo, come pura copertura, non avendo egli capito che la differenza fra Polizie Segrete della RDT e della RFT non era su questioni di libertà ma solo che le due Germanie avevano differenti posizionamenti geopolitici e geoeconomici.

Se la RDT era apertamente poliziesca e repressiva, la RFT lo era più selvaggiamente ed illegalmente. Le Polizie Segrete della RDT seguivano la logica legalitaria della Gestapo. Le Polizie Segrete della RFT seguivano e seguono la tradizione di Terrorismo di Stato totale ed assoluto, senza alcun condizionamento legalitario, dell’Intelligence Service britannico e dell’FBI. Beh, le propagande ufficiali non possono raccontarle queste cose... Ma i termini della questione, in queste cose, sono proprio questi. All’Est si stava peggio perché c’erano meno soldi e meno beni di consumo. Mentre all’Ovest abbondava il superfluo. Non si stava certo peggio su questioni di libertà, aspetti che fregano a pochi, cioè non fregano a nessuno. Dove il superfluo scarseggia e l’industria pubblicitaria è rozza, ecco che è facile dipingerlo e farlo ritenere più illiberale. Mentre sono banali differenze di beni di consumo. Gli umanoidi sono pidocchi sufficientemente elementari cui si fra credere tutto con lo stipendio, col reddito. Più alto è lo stipendio, il reddito, e ciò con esso si può comprare, più si può far credere al pidocchio medio quel che si vuole. La differenza tra aree geopolitiche e geoeconomiche è tutta qui. Il resto attiene alla sfera della propaganda, degli insozzi delle chiorbe vuote dei pidocchi.

Per cui, le firme sul dossier di Athos, l’autorizzazione operativa per lo S/G-OS in Germania furono apposte, il 28 ottobre 2013, da Angela Merkel e da Hans-Peter Friedrich. Thomas de Maizière confermò quando subentrò a quest’ultimo. L’autorizzazione conteneva tuttavia l’indicazione che dovesse essere tutto assolutamente discreto concentrandosi sull’essenziale, tanto più che il bersaglio era noto per amare la pubblicità per cui scriveva e diffondeva tutto. Dato che Athos era alloggiato in un ostello dove sarebbe stato troppo chiassoso ed aperto, forse perfino operativamente costosissimo, un continuo ticchettaggio di muri, soffitti e pavimenti, veniva per il momento sospesa questa opzione, questa attività. Anche il non deve studiare formalmente veniva per il momento tralasciato non essendosi iscritto Athos a nulla, nulla di formale. Veniva tutto concentrato sul non deve lavorare, guadagnare, vivere

Il MAD [Militärischer Abschirmdienst - Servizio di Protezione Militare] aveva consigliato che l’implementazione dell’operazione, delle persecuzione-annientamento, venisse affidata al BND [Bundesnachrichtendienst - Servizio Informazioni Federale]. Il BND aveva obiettato che non era sua competenza trattandosi di una pura persecuzione-annientamento senza possibile profitto per le operazioni ed attività del Servizio. Avevano dunque suggerito che della cosa se ne occupasse il BfV [Bundesamt für Verfassungsschutz - Ufficio Federale per la Protezione della Costituzione], che già aveva pratica da sempre di persecuzioni, assassinii e peggio.

...In effetti le strutture del Terrorismo di Stato hanno un po’ tutte nomi orwelliani... Il caso venne dunque affidato all’Abteilung 1 - Grundsatz [Dipartimento 1 - Servizio Centrale e supporto] del BfV.

Una ridicola “agente speciale” del BfV, Linnéa, con la testa imbottita di propaganda da università crucche, quanto viscida e servile, grassoccia sformata, venne incaricata di seguire il caso in tutte le sue implementazioni.

Lo stesso lunedì 28/10/2013, Athos va ad Arbeit Sofortwalking distance da dove alloggia. Una ragazzetta veneta, sveglia, simpatica e servizievole, ed un ragazzo tedesco, con cui probabilmente forma una coppia anche fuori dal lavoro [se invece hanno vite distinte, fa lo stesso], e che ha il compito di sorvegliarla, dato che i crucchi che non si fidano degli stranieri, fanno la front line relativamente ai clienti, essenzialmente stranieri, almeno etnicamente, usano il servizio.   

I due sono controllati da un’anziana capoufficio tedesca che li guarda in permanenza da uno sgabuzzino laterale vetrato che usa come ufficio. La direttrice del tutto è un’anziana tedesca che sembrerebbe insegni pure. V’è pure un responsabile degli insegnanti, un signore appena anziano, tra l’isterico ed il farsesco, che controlla le classi siano coperte, vende i libri agli studenti, ed urletta disperato se qualcuno beve o mangia in stanza computer agitando un foglio che fanno firmare a tutti, e che ovviamente nessuno legge né ricorda, dove, appunto, uno dichiara di impegnarsi a non bere e mangiare dove vi siano computer. Poi, vi sono, appunto, gli insegnanti. Altri appaiono occasionalmente.

La ragazza italiana parla e scrive pure in tedesco, spagnolo, inglese. Forse pure in altro. Il ragazzo tedesco è convinto di conoscere l’italiano [comunque, lo si capisce e lui, più o meno, capisce] e si esprime pure in inglese. Può essere pure in altro. Del resto, gli utenti sono  stranieri dell’ovest, dell’est, turchi, extra-europei. Basta che uno abbia un visto o status legale permette di lavorare in Germania, ed ecco che può usare i servizi di Arbeit Sofort. A parte, di solito, italiani e spagnoli, e qualche portoghese, molti sanno già un tedesco di base o possono comunicare in inglese. In pratica, la ragazza ed il ragazzo, possono comunicare con chiunque bussi da loro. Anche molti degli insegnanti. Il francese è più diffuso di quanto credessi, tra gli insegnanti, anche se per ora, lì, non hanno clienti francesi o, se ne hanno, ne hanno proprio pochi. Vi sono anche insegnati di madrelingua polacca e/o che sanno pure il russo. Non sembrerebbe comunicativamente così versatile la capoufficio dei due della front line che, comunque, dispone dei due sottoposti. Magari non conosceranno tutte le finezze dei CV. Soprattutto il ragazzo, a volte ti manda in qualche ufficio che non c’entra nulla. A parte ciò, del resto sono giovani, sono due intelligenti, sufficientemente efficienti od efficaci, e che conoscono le problematiche cui devono far fronte i nuovi arrivati e non si tirano indietro a richieste di fotocopie, stampe, informazioni.

La capa loro, la loro diretta superiore, complessata ed arrogante, li usa anche per terrorizzare gli insegnanti, obbligandoli ad entrare nelle aule a lezioni in corso per parlare con l’uno e l’altro studente. A parte quegli dettagli, rendono un servizio utile al nuovo arrivato che è così orientato nei dettagli amministrativi della vita in Germania. 

V’è la poi la parte didattica. Offrono corsi di tedesco ma uno, per ripagarli [così ti dicono, quando è invece solo una questione normativo-burocratica], deve, in cambio, lavorare gratis per aziende tedesche che uno si deve trovare di suo. Sono i cosiddetti Praktikum, che letteralmente significa apprendistato. Un’impresa potrebbe anche pagarti. Non è vietato. Vi sono molti che, invece, ti assumono per un Praktikum, non ti pagano, non ti fanno imparare nulla, poi ti ringraziano e se ne cercano un altro. Certo, vi sono aziende serie che usano i Praktikum per provare e selezionare futuri dipendenti. Così come ci sono piccoli padroncini che ci speculano.

Per Arbeit Sofort funziona a questa maniera. Devi avere la residenza che si chiede ed ottiene sulla base o dell’affitto di un appartamento o di qualcuno dichiari abiti presso di loro. La cosa si risolve in una mezz’ora se hai il requisito, od anche in un minuto se non c’è coda e dopo che hai già il modulo (che in alcuni uffici di quartiere del comune ti danno senza problemi mentre in altri, da evitare, altezzosi non ti danno e ti inventano procedure impossibili). Poi devi registrarti ad un Ufficio di Collocamento, che sono sia pubblici che privati convenzionati [i job centres]. Fogli, anche un po’ ostici, da compilare. Ma qualunque cosa uno scriva, anche se non nel posto giusto [il formulario dell’Ufficio di Collocamento pubblico è piuttosto confuso e ripetitivo, in alcune parti], non sembrano formalizzarsi troppo. Infine, trovandoti unPraktikum di almeno 10 ore la settimana, ti offrono, lì ad Arbeit Sofort, 20 ore scolastiche, una quindicina di ore effettive [se iniziano e finiscono in orario], la settimana di scuola gratuita di tedesco.

C’è da dire che ad Arbeit Sofort non son particolarmente fiscali, per cui ti fanno iniziare le lezioni di tedesco anche senza nulla, senza avere ancora alcuno dei requisiti richiesti. Basta che uno sia nella situazione legale per poterli avere. Se dopo che hai residenza e registrazione all’Ufficio di Collocamento o al job centre, se in qualche settimana o qualche mese non ti trovi un Praktikum, chiaramente ti chiedono di non andare più. Io potevo andare a sbafo per tre mesi. Ho poi smesso un paio di settimane prima, a metà gennaio perché, dopo essermi guardato attorno, mi sembrava una perdita di tempo.

Non che non abbia cercato un Praktikum. È che non l’ho trovato. In realtà, avrei potuto chiedere la dichiarazione, per il tempo vi ho lavorato, dove ho lavorato 5 settimane. Non lo ho fatto sia perché non mi interessava riprendere la scuola ormai abbandonata, sia per non dare alibi a chi non mi ha messo in regola quando invece avrebbe dovuto e dovrebbe. Se ti fai fare la dichiarazione che stai facendo un Praktikum, quando in realtà lavori normalmente, gli legalizzi il lavoro nero. Meglio lasciarli dalla parte del torto, i coniugi Kerger ed Angelo!  

Ai fini del Praktikum, basta una dichiarazione di qualche azienda. C’è chi lavora, magari in nero, ma comunque regolarmente pagato, e si fa fare la dichiarazione che sta facendo un Praktikum. C’è chi lo fa davvero.     

Appena hai un Praktikum, loro hanno finanziamenti sia dalla UE che dal governo tedesco. La cosa deve rendere. In pratica, basta che su due o tre loro fanno iniziare la scuola, oltre a dare loro assistenza amministrativa, uno porti la dichiarazione che sta facendo un Praktikum, e loro, con quei soldi, fanno funzionare tutta la macchina.  

Non che gli impiegarti e gli insegnanti magari ne abbiano colpa, o non necessariamente. Tutte le macchine criminali sono costruite con parcellizzazione di funzioni per cui nessuno è poi responsabile di nulla. Tutti “obbediscono agli ordini”. E poi sei tu che ti fai fregare in cambio di lezioni di tedesco apparentemente gratis; basta fare il conto di dieci ore la settimana, cioè 43,33 al mese, di lavoro pagate e di quanto costa una scuola di tedesco: il tutto è vantaggioso solo per chi non faccia veri Praktikum ma semplicemente lavori in nero o gratis [chessò, sei un attore od attrice, non hai o non hai ancora la possibilità di poter trovare delle posizioni pagate in Germania, e frequenti un teatro dove comunque non ti pagherebbero ma sono ben felici di farti la dichiarazione che stai facendo un Praktikum]. Ma il tutto sa di truffa legalizzata organizzata dallo stesso governo tedesco. Pagano impiegati amministrativi, insegnanti, fitti etc. con soldi pubblici. In più, pagano i burocrati pubblici che speculano sulle politiche di trasferimenti di fondi. In cambio, tu, immigrato, lavori gratis per aziende tedesche, od aziende che ti fanno lavorare in nero si coprono da controlli o da future rivendicazioni perché, se tu chiedi loro ed ottieni dichiarazioni che stai facendo un Praktikum, dunque ufficialmente non pagato, o non necessariamente pagato [per cui se ti danno qualcosa è una liberalità loro, ufficialmente], un domani non puoi dire che ti hanno fatto lavorare in nero. L’economia tedesca si regge su queste cose, inclusi i Minijob, che consistono in stipendi mensili massimi di 450 euro. È un regime vantaggioso per le aziende perché è defiscalizzato coprendo lo Stato, in vari modi, quello che non dà il padrone. Tecniche burocratiche per giustificare alte tasse e burocrazie elefantiache. Senza trasferimenti di questo tipo, il sistema sarebbe più leggero, efficiente e ricco, ed pure il lavoratore più tutelato. Basterebbe un salario orario minimo e spietatezza verso chi non lo paga. Inoltre, una cosa è se sono Minijob di 10 o 15 ore la settimana, oppure di 40. Se sono di 40, che fa 40x4.33 ore al mese, fate il conto quanto uno prende l’ora, anche ipotizzando il massimo di 450 euro al mese. Certo, se uno ha redditi bassissimi, può chiedere sussidi pubblici. Te li danno dovo averti controllato tutto, a cominciare dal conto in banca. Chessò, se hai un’auto o se vedono che hai spese superflue, per cui possono legittimamente sospettare che tu abbia entrate in nero, non ti danno nulla. Ti danno sussidi solo se conduci un’esistenza realmente misera oppure se uno capisce come il tutto funziona e riesce, avendone la possibilità, a fregarli. Le burocrazie prosperano su questi meccanismi per cui privati ti pagano anche solo 1.5 o 2 euro l’ora ma poi lo Stato ti sussidia ma solo se proprio non ha altri soldi, né risparmi. Appunto, non esiste un salario minimo orario, in Germania. Sarebbe troppo semplice. Le burocrazie prosperano sulle regole, soprattutto su quelle insensate, sulle complicazioni. Da un lato, si lavora regolarmente solo con regolare contratto individuale scritto. Dall’altro, possono pagarti quello che vogliono sempre che uno accetti. Quello delle grandi imprese [non tutte, ci sono pure quelle che prosperano sui salari bassissimi], o del settore pubblico, è un altro mondo, ovviamente. Ma il piccolo che prospera tra lavoro non pagato, fatto passare come apprendistato, e salari ridicoli eppur accettati da molti che possono poi chiedere ed ottenere sussidi pubblici...

La scuola di tedesco di Arbeit Sofort è quella che è. Anche i partecipanti sono quel che sono. C’è chi passa di lì un’ora al giorno o la settimana. A loro di Arbeit Sofort va evidentemente bene così. Difficile essere nella testa degli insegnanti. Sono tutti competentissimi nella lingua, anche se non sono sicuro che abbiano idea di come insegnarla. Non avendo io esperienza di altre scuole, devo pensare che siano dappertutto così, in Germania. I tedeschi sono anche piuttosto disorganizzati e conformisti. Si confonde spesso la disciplina per organizzazione. No, la disorganizzazione tedesca non vale un cazzo. Non è vero sappiano far funzionare organizzazioni in maniera efficiente. Essendo tutti gli insegnanti disorganizzati e sconnessi allo stesso modo, devo pensare che abbiano un modello standard di insegnamento appreso a scuola, all’università, secondo cui una lingua si impara apprendendo la grammatica. In realtà, la grammatica è un punto d’arrivo. Come punto di partenza per apprendere una lingua, non serve a nulla. Fa solo perdere tempo ed energie e lo studente medio non progredisce.

È vero che, alla fine, dipende dal singolo. Ma se al singolo che se la beve viene insegnato che il tedesco è difficilissimo e si apprende solo attraverso la grammatica... Dicevo che anche gli studenti sono quel che sono. Ci sono classi dove nell’orario di inizio non c’ è nessuno e pure nell’ora di conclusione, a meno che non finiscano un poco prima. Del resto, pure loro di Arbeit Sofort, per avere i finanziamenti, devono far figurare che tutto marci bene, almeno sulla carta. È pure loro interesse che le persone non imparino sì che la loro permanenza nella scuola si prolunghi se sono buoni clienti, cioè portino le loro belle dichiarazioni di Praktikum. Nello stesso studente si crea una Sindrome di Stoccolma per cui la scuola entra nella propria routine quotidiana. C’è chi ne profitta almeno un po’. C’è chi viene come ormai un’abitudine, una cosa da fare. Taluni spariscono per settimane. Basta che ad Arbeit Sofort sappiano dove siano e che poi tornino. Funzionano come una caserma di polizia per tenere sotto controllo stranieri. Una delle tante. Ed intanto hanno bisogno dei loro pezzi di carta per succhiare soldi pubblici. Del resto, la scolarizzazione, a tutti i livelli, in tutto il mondo, è in espansione progressiva. Alla base di tutto sta che lo studente pensi gli sia di una qualche utilità od appaghi qualche sua sindrome. Ad Arbeit Sofort è la Sindrome di Stoccolma. Lo studente si dice che se imparerà il tedesco troverà un buon lavoro. Ma il tedesco non lo impara o progredisce proprio a ritmi strascicati. Chi lo impara, lo impara di suo, non per la scuola. Qualcuno poi sparisce. Altri subentrano. Altri ancora fanno apparizioni saltuarie ma per il loro sistema di finanziamenti pubblici va evidentemente bene così. Poi vi sono taluni studenti, anche anziani, che devono venire per avere i sussidi dell’Ufficio di Collocamento.    

Appena ad Arbeit Sofort immettono i miei dati nel sistema informatico, la Polizia Segreta tedesca-NATO li intercetta e li contatta. Parla con la direttrice e poi con la capa dell’amministrazione, in pratica la capa del ragazzo e della ragazza dellafront line, la macchina per creare dipendenza, Praktikum e finanziamenti pubblici.

Il sistema che Linnéa del BfV usa è il solito. Innanzitutto c’è l’effetto richiesta. Il fatto stesso che una Polizia Segreta chieda di qualcuno crea immediatamente un clima negativo, di sospetto, attorno alla persona oggetto delle sue attenzioni. Poi, dopo qualche vaga ma insistente richiesta se abbiano nulla da segnalare sul soggetto, ed ovviamente dopo avere ben chiarito che ogni dettaglio le debba essere riferito e che, naturalmente, vadano attivati pure gli insegnanti dicendo loro che il BfV ha bisogno di informazioni, espone, il più confusamente possibile, il ‘programma’:
- “Non so come dirvelo... Abbiamo ordini precisi. Noi non le facciamo queste cose, per cui devono rimanere riservatissime... Ma abbiamo ordini precisi. Athos deve essere indotto ad andarsene. Va spinto ad andarsene dalla Germania. Anzi siamo sicuri, sicurissimi, che se andrà, magari, subito, subitissimo, a giorni. Ad ogni modo si deve evitare che lavori, che abbia redditi... Per cui, ogni informazione che ci permetta di intervenire per evitare che lui possa fare qualcosa, qualunque cosa gli possa far avere reddito, deve essere ricercata e ci deve essere subito trasmessa. Non possiamo dirvi tutto... Sappiate solo che ciò è essenziale per la prosperità del nostro stato democratico e delle nostre libertà.” ...Che uno resti senza lavoro e soldi, e debba rivolgersi alla carità pubblica o privata, o morire per strada...

Del resto, tutte le macchine criminali ad organizzazione e protezione di Stato funzionano perché tutti obbediscono e nessuno si sente responsabile di nulla. Anzi, la persona malata si sente come dotata di una identità che non ha proprio per il fatto stesso di essere chiamata a partecipare ad un linciaggio e di parteciparvi. 

Me lo dicono subito sia gli insegnanti che qualche altro studente di Arbeit Sofort.
- “Sai, ci hanno detto che... Hanno fatto circolare strane voci.”
- “Ah, sì, lo so. Sono le solite Polizie Segrete CC che volevano pagassi loro euro-milioni di tangenti che dicono a tutti, e la hanno fatta perfino divenire un’operazione NATO, per cui con assistenza mondiale degli Squadroni della Morte anglo-americani, e dei loro clienti ed anche dei loro apparenti nemici, che non devo abitare, lavorare, avere redditi, vivere... È il solito. Lo fanno da una trentina di anni... Ora, anche in Germania, con assistenza degli Squadroni della Morte del governo e dello Stato tedeschi. ...E qui dei compagnuzzi, o di quel che sono, di Arbeit Sofort.”

La prima metà di dicembre 2013, faccio domande a pioggia a tutte le ristorazioni dell’area di Warschauer Straße che abbiano un indirizzo email. L’11/12/2013 01:39:33 ne invio una a info@scheers-schnitzel.de [http://scheers-schnitzel.de - Scheers Schnitzel, Warschauer Platz 18, 10245 Berlin, tel. 01578 8948011]. Jakob Scheer, scheer_j@msn.com, un ragazzotto con l’aria sudicia, da compagnuzzo o fascistuzzo forse nato e cresciuto nella già RDT, ne è il proprietario. Mi risponde il 12/12/2013. Passo il 13/12. Il locale è piccolo, sporco e con una mini cucina. Del resto, il tutto consiste nel preparare patatine fritte e cotolette impanate, cotolette alla milanese, che si servono con qualche condimento. Basta un piatto con qualcosa dentro ed il cliente è felice. Del resto, se uno vuole altro se ne va in un altro posto dove magari hanno più varietà ma i ristoranti sono un po’ tutti quello che sono. Meglio non farsi troppe domande. L’area è di passaggio e con turisti visto che vi sono ostelli ed hotel, stazioni e capolinea di mezzi pubblici, oltre che un inizio di un pezzo del Muro. Jakob Scheer mi dice di passare lunedì 16/12/2014 per una prova. Passare cotolette nell’uovo sbattuto, poi nella farina e pane grattugiato, e friggere il tutto. L’ora me la dice sia in inglese che in tedesco, le 12:30. Del resto, gli avevo detto prima che, fino alle 12:30, ero a scuola di tedesco. O non ci sta colla testa e s’è sbagliato senza poi correggersi (poteva inviare una email)... No, in queste cose il caso non esiste...

So che ad Arbeit Sofort sono stati messi in allarme da Linnéa del BfV che ha detto loro chiaro-chiaro che non devo assolutamente lavorare, non con stipendio. Decido di testare la loro solerzia ed i tempi di intervento del BfV. Lunedì mattina, prima della scuola, dunque prima delle 9, passo da Arbeit Sofort fingendo di voler chiedere un’informazione. Chiedo loro che significhi in tedesco una certa espressione, “Probearbeiten vereinbaren können”, che significa una prova di lavoro. In cima al foglietto ho segnato il nome del ristorante, Scheers Schnitzel, che lì già conoscono, dato che il proprietario è uno che usa stranieri, spesso non in regola, per poterli pagare poco. Chiedo pure alcune informazioni sulla legislazione del lavoro dicendo che alle 12:30 ho un colloquio di lavoro. La ragazza, che si ritiene astutissima, una grande agente segreta, vede il nome del ristorante, riferisce e l’informazione viene passata al BfV: “Alle 12:30 ha una prova di lavoro presso Scheers Schnitzel”. Dal BfV lo chiamano subito dicendo che non devo assolutamente lavorare lì. Quando arrivo lì, prima della 12:30, Jakob Scheer ha un’aria alterata ed arrogante. In realtà è allarmato. Dal BfV lo hanno spaventato. Il luogo è davvero sudicio e con dipendenti in nero. Un’ispezione distruttiva e, in 10 minuti, lo possono chiudere per sempre. Mi chiede che sia successo. Gli dico che mi aveva detto di andare lì alle 12:30 per una prova. Lui insiste che erano le 11:30 e che comunque ha già un altro. Non è verosimile. Aveva comunque gli altri due dipendenti e c’era pure lui. Il luogo è piccolo. In genere, bastano in due. Lì erano in quattro! Per questo, non si era fatto problemi a dirmi 12:30, anche se aprono prima. Ha raccattato  in fretta in furia (in quelle poche ore di lunedì mattina) un altro, e poi si è fatto la sceneggiata. La cosa fosse nata i giorni prima, mi avrebbe mandato un’email di disdetta. Quando me ne vado, lui, sempre nervosissimo, chiama subito, servile, il BfV per dire che la cosa è risolta. Comunico la cosa alla ragazza diArbeit Sofort che mi aveva fatto gli auguri per la prova dicendo che lì facevano pure senza problemi le dichiarazioni utili per la scuola [significa che assume in nero e che poi fa, per coprirsi, false dichiarazioni che uno sta facendo unPraktikum!]. Non risponde nulla né per email né di persona.

Le settimane successive la ragazza di Arbeit Sofort mi ‘aiuta’. Annunci dove chiedono perfetto tedesco, donne, giovanissimi, disponibilità di una bicicletta... Mi dà solo annunci di status intermedio, o basso ma non bassissimo, mentre nell’area bassissima avrei magari avuto più possibilità. Un po’ è magari gentile, un po’ fa la timida, un po’ è una che lavora [troppo] veloce, un po’ conosce la missione loro, relativamente a me, su incarico del BfV. Poi, ma questo è formalmente regolare, mi dice che, senza Praktikum, posso arrivare solo alla fine di gennaio 2014. E mi butta lì che, come altri, posso ricorrere a “soluzioni di emergenza”, appunto come altri che lavorano gratis come sguatteri, dice. ...Basta che chieda ai ragazzotti spagnoli, che in realtà non sono così fessi da lavorare gratis e che, comunque, non aiutano nessuno... Beh, lo sguattero uno lo può fare senza problemi [salvo gli altezzosi/e, ve ne sono alcuni/e, che cercano lavori solo per la “loro professione”, e solo per essa, e si riducono a Praktikum dove non imparano nulla e da cui si trovano poi scaricati senza averne dunque ricavato nulla – c’è una ragazza catalana sui trent’anni, del tutto fuori di testa, di quelle sul paranoico furioso, che è da più di un anno che cerca di fare l’architetta a Berlino; nulla!; ha trovato solo un Praktikum di un paio di mesi in cui faceva itinerari turistici, girando in bicicletta perché non sa usare i computer; le hanno poi dato qualche soldo come auguri di Natale 2013 e l’hanno dimessa...; non ha capito che senza un master in tedesco, e se non comincia da dove trova, anche solo a fare la sguattera, può continuare a farsi inviare i soldi dalla mamma], ma non non pagato, non come Praktikum! Non è né morale, né ha alcun senso. Mancano un paio di settimane alla fine del mese. Mi sembra che lì perdano solo tempo, il tempo nostro. Ora fanno anche lezione di computer, il mercoledì. Vado alla prima, il 15/01/2014. Una mattinata. Tre ore e mezza lì per cosette da cinque minuti. L’insegnante, il dr. Eckhard Hammel, è bravo e con esperienza ma, a seguito della situazione che trova lì, è obiettivamente disperato, al limite dell’isteria: è il suo primo giorno di lavoro lì. È pure uno con qualche attitudine ed esperienza culturale, e si trova a fare istruzioni di cinque minuti ma in tre ore! ...Pensava di fare lezione ad adulti, si trova come a cambiare i pannolini a infanti in fasce... Smetto di andare. Dopo avermi fatto contattare da altri studenti, che non ne cavano nulla, mi scrivono che se non vado entro la fine del mese sono dimesso. Beh, lo sarei egualmente. O sperano che vada da qualche parte a fare lo sguattero gratis per l’onore della loro scuola, o sperano che risponda loro qualcosa da interpretarsi poi come credono? Meglio il basso profilo. Grazie per l’assistenza amministrativa, e chi si è visto si è visto!

Il 10/02/2014 rispondo ad un annuncio per un Minijob. 450 euro per 15 ore la settimana, 3x5, la mattina. È presso un giardino d’infanzia mattutino, cosmopolitanschool.de, visto che hanno bambini piccoli cui servono pasti, sia la colazione che il pranzo. Il luogo è lindo e ben attrezzato ma le stoviglie e le posate le fanno uscire non proprio linde visto che non se ne curano troppo. Assumono uno/a per tre ore al giorno forse proprio per rimediare. Dorothea Diallo, che deve essere la capa dei servizi, mi chiama prima per lunedì alle 10:00, che poi sposta a martedì 18/02. Vado. Devo solo mettere nella lavastoviglie stoviglie e posate, e poi asciugarle. Le tazze sono anzi appena uscite dalla macchina, quando arrivo. Sono luride visto che non devono avere il costume di bagnarle, e nel caso dare ad esse una passata, prima di metterle in macchina dopo che le hanno fatte seccare dopo averle usate per il caffè. Vanno rifatte a mano. Loro non se ne curano, ma io lo faccio. Dopo poco più di un’ora mi chiamano. La prova è finita. Non mi è sembrata una cosa di una qualche complicazione. Può darsi che chiamassero persone per la prova, per farsi lavare gratis le varie cose per un’oretta. Mentre Dorothea Diallo mi accompagna all’uscita mi chiede con aria imbarazzata che cosa faccia io in Germania dopo avere girato il mondo [nel CV avevo messo lavoro in quattro ristoranti e pizzerie in quattro paesi differenti]. Che mi abbia chiamato per la prova solo per vedermi di persona? O li aveva intimiditi il BfV? ...Il caso non esiste in queste cose...       

Il  6/01/2014, faccio domanda per un Praktikum presso http://sensanostra.com. Rispondo ad un loro annuncio di ricerca autori. Vogliono persone che facciano interviste e poi le trascrivano sotto forma di una narrazione sulle 1'000-1'500 parole. Si deve fare il tutto in inglese che comunque sarà corretto, solo negli aspetti linguistici, da personale di madrelingua inglese. Cercano volontari non pagati. Tuttavia accennano che non appena avranno degli introiti (il sito è divertente e vario, e con struttura professionale) retribuiranno. Mi risponde, il giorno dopo, Dorothée Grevers di scriverle qualcosa di più. Lo faccio l’8/01. Poi, più nulla. Stupefacente, anormale, non è un eventuale rifiuto. È che non abbiano scritto più nulla. Quando non si risponde più nulla, in un contesto in cui una risposta è naturale, è come per inviare un messaggio e per evitarsi menzogne. È intervenuto il BfV per intimare che il postulante non dovesse assolutamente essere ammesso? 

E veniamo all’oggetto centrale di questa narrazione.

Antica Pizzicheria Berlin UG [Haftungsbeschränkt - Società a Responsabilità Limitata], numero di registrazione HRB143122 Berlin (Charlottenburg), del 16/07/2012. La direttrice amministrativa è Claudia Kerger, coniugata (forse dal 17/09/2005) con Andreas Kerger, che tuttavia può essere contattata solo in Marzahner Chaussee 85-87, 12681, Marzahn, Berlin, Germany. In effetti, dove figura direttrice, nel sito http://antica-pizzicheria.com/ [ancora al 14/03/2014 - se poi lo cambieranno, non lo posso sapere], presso l’Antica Pizzicheria (Berlin-Charlottenburg), Wilmersdorfer Strasse 21, 10585 Berlin, sembra non esserci più nulla, almeno non con quel nome.

Claudia e Andreas Kerger dovrebbero essere i proprietari formali. Ma chi si atteggia a proprietario è Angelo, il cuoco, uno con l’aria da camorrista del già Stato Borbonico. 47 anni di età sembrerebbe, e che conclama di lavorare e di abitare in Germania da 35. Dice di avere avuto ristoranti pure in Spagna, non è chiaro se in un’altra vita od in parallelo all’esistenza in Germania. Racconta di averne avuti almeno un paio anche a Berlino di cui poi si sarebbe disfatto, dice, per lavorare come ‘tranquillo’ ‘dipendente’ a 13 euro l’ora, ...un 80 ore la settimana od anche più, di fatto facendo il direttore ed atteggiandosi a proprietario! … Che dovrebbe fare un 4’500 lorde al mese, se gliele fanno figurare tutte formalmente.  

I due proprietari formali, Claudia e Andreas Kerger, hanno l’aria da ex-camerieri, e che continuano a fare i camerieri, in quanto compaiono solo quando c’è lavoro vero, cioè un paio di giorni la settimana o poco più, oppure quando è il giorno di riposo dei due camerieri fissi, Sasha e una vecchia troia raggrinzita della Stasi, che si alternano per coprire l’apertura, dal mattino a sera e, a volte, notte. Sono aperti tutti i giorni. Angelo, che è uno che non la conta mai tutta né giusta, racconta che il ristorante in Marzahner Chaussee 85-87, 12681 Berlin, è aperto da una decina di anni. È una balla. Lo inaugurano il 19.10.2012. Pur senza grandi volumi di produzione, è ben  attrezzato e con abbondanza di vasellame etc. Vi hanno trasferito il materiale di altri ristoranti, quelli che Angelo dice di avere venduto a prezzo di saldo. Angelo dice di lavorare lì solo da un paio di anni che, in realtà, sono uno e mezzo. Dato che è uno del tutto fuori di testa, come si vedrà, potrebbe essersi disfatto di tutto dopo che la moglie, magari fattasi abusare da lui per un paio di decenni, ha trovato il coraggio, o la disperazione oltre ogni possibile limite, di andarsene. Quelle cose del tagliarsi le palle per fare dispetto alla [ex-]moglie. Sì, lui è proprio il tipo! Ora, quando va a casa, e non ha nessuno da abusare, si sente sperduto. Per cui passa la vita al ristorante, ...ed al telefono, quando, occasionalmente, si prenda un giorno di riposo.

Lui, Andreas, ha un’aria sempre molto gaia, oltre che in rapido invecchiamento. Lei, Claudia, che dichiara, su facebook, di vivere negli USA, a Seattle, dall’agosto 1995, ha l’aria da bodona interessata solo a riempirsi la pancia. La figlia, forse di 8 anni, ha la faccia da culo della madre anche se i tratti sono quelli del padre. Quando vengono lì non interferiscono minimamente con la cucina. Appunto, il padrone è Angelo. Lui, che si crede furbo, a volte si copre dietro un “il capo mi ha detto...”, ma sono tutte balle. Sì, la coppia, potrebbe anche essere di gente del partito, la SED, della RDT, scappati colla cassa quando è svanito il muro. Ma in tal caso, si sarebbero presi dei veri cuochi, non avrebbero avuto bisogno di inventarsi una “cucina italiana”, e farebbero loro i veri capi. Lì è Angelo che si decide i menù con castronate da analfabeta come “la mozzarella di bufalo”. Deve essergli venuto il dubbio, per la prima volta in vita sua, quando mi ha sentito dire “di bufala”. Dovrebbe essere noto che i maschi hanno lo sperma e le femmine il latte. Le mozzarelle si fanno col secondo. Certo, essendo formalmente i padroni, un po’ li fanno, ma senza allargarsi troppo. Angelo, un folle nato, si è creato un’altra situazione nevrotica anche se lì deve stare attento perché è più semplice di quello lui creda sostituirlo anche se è il padrone, o co-padrone di fatto. Può essere ci sia dell’altro... A fare i conti, è un mistero come possano non essere in passivo cronico, tanto più che i due padroni formali amano un’agiatezza da classi medie. 

Il ristorante è localizzato in una zona tranquilla senza grande traffico anche se, in epoca di motorizzazione, può non essere decisivo. Sebbene lì non sappiano farsi neppure un po’ di marketing. Angelo dice che il miglior marketing è il passaparola. ‘Logiche’ paesane. È restato all’età della pietra. Infatti hanno solo clienti del quartiere, che è un quartiere di villette. A volte, uno arriva, trova “il padrone” nella penombra, seduto, cogli occhi sbarrati nel vuoto, oppure il cameriere di turno in analogo atteggiamento, ed Angelo e Jana nel retro a fumare una sigaretta dopo l’altra ed a fare giochini stupidi sul computer o sul telefonino. Non hanno idea di quanto marketing potrebbero fare in quei ritagli di tempo, unendo l’utile ad dilettevole. Appunto, non sono del mestiere. Sono camerieri che non sanno fare i manager, non manager che sappiano fare anche lavori bassi. Uno è solo uno sporcaccione che si è trovato a fare il cuoco e gli altri degli ex-camerieri trovatosi padroni grazie ad un nevrotico che ha voluto tagliarsi le palle per far dispetto all’ex-moglie cui non voleva pagare gli alimenti, od il meno possibile.

Lì è come una villona, al cui pian terreno c’è quasi solo il ristorante. Più in là, non vicinissimo, ma pur sempre walking distance, ci sono dei casermoni sebbene non con l’aria da case povere per operai. A Lindenberg c’era il quartier generale della Stasi. Lì è solo una fermata di treno-metropolitana più in là. Nessuno si chiede mai dove abitassero i militi, gli ufficiali, gli ufficiali superiori, i generali. Od anche categorie simili. Potevano stare proprio lì. Non erano, né sono, villette né casermoni per operai o piccoli impiegati. Potrebbero anche essere costruzioni successive al 1989, ma pure precedenti. Non è comunque rilevante.

Sasha, il barista-cameriere, è un ragazzotto con l’aria di uno che vive con la madre oppure che, fuggito di casa, la va a trovare tutte settimane.  L’altra deve essere una che abita proprio vicino-vicino. Anche lei accanita fumatrice, la chiamano, ed arriva lì subito, appena abbiano un qualche afflusso di clienti per cui occorra un aiuto anche quando sia fuori dai suoi orari di turno. Ha l’aria da vecchia troia ottusa e raggrinzita della Stasi. Troia, non perché abbia qualche attrattiva, né l’avesse mai avuta, bensì per il servilismo e lo squallore.   

In cucina v’è una aiuto-cuoco, e pure sguattera quando non vi sia uno sguattero, Jana [Яна]. Una nevrotica sadomaso, una spilungona bulgara, che prova piacere ed essere abusata e nevrotizzata, oltre quello la è già di per sé, da Angelo, il cuoco e padrone-di-fatto che è uno tutto fuori di testa. Quando trovano sguatteri per 6 euro l’ora, lei se ne sta con Angelo nel retro a fumare in continuazione ed a raschiare compulsivamente lo schermo del suo telefonino. A volte, hanno anche cosette da fare nel retro, come sbucciare patate senza sbucciatore ed altri servizi. Di tanto in tanto, spariscono tutti e due nel gabinetto, sporco ed angusto. Il cameriere dice che lui la obbliga a prenderglielo in bocca, dicendole che così apprende meglio il mestiere della cuoca e può far carriera, e poi a insulta perché non gli diventa duro sebbene lei glielo succhi. Sta di fatto che la finestra del gabinetto è stata ‘oscurata’ con delle strisce di carta. Ciò suscita le invidie della vecchia troia della Stasi che dice a tutti che vorrebbe averlo lei l’onore di ciucciarlo ad Angelo che lei vede come un vero capo e padrone, un vero “mafioso italiano” pur alto più dei crucchi. 

Non li contatto a seguito di un annuncio formale. Ne parlavano su facebook dicendo che lì stavano nuovamente cercando uno. Chi ne scriveva diceva di avere fatto un paio di settimane di prova e di avere deciso di non restare. Non diceva che Angelo era pazzo furioso. Gli avrebbero offerto un regolare contratto di quaranta ore la settimana per 6 euro l’ora. Su quella base, li contatto. È l’occasione giusta per vedere quello che faranno gli Squadroni della Morte delle Polizie Segrete del governo e Stato tedeschi-NATO, su richiesta dei CC mafioso-terroristi italici.

Il 28/01/2014, mando una email offrendomi come aiuto di cucina, col mio solito CV quando faccio domanda per questo specifico lavoro. Non esiste un CV ‘ideale’. Esistono CV funzionalizzati al posto per cui si concorre, per cui ci si offre. ...Se concorri per un posto di sguattero non dici che hai frequentato università, o ne accenni appena. Se concorri per una posizione accademica non dici che hai lavorato in ristoranti... L’importante è, secondo me, non candidarsi per cose non si sanno fare, sebbene c’è chi dica che a volte ciò non sia rilevante. Meglio ancora, ma soprattutto per grandi aziende, un CV focalizzato anche relativamente all’azienda cui ci si rivolge. Mi risponde subito Claudia. Alcune email interlocutorie dove lei ha un tono del tutto casual e di chi non gliene frega nulla. Non ha neppure particolari doti organizzative né empatiche, o se la ha non le mostra. Infine, il 30/01, mi dice che sì posso andare quando voglio chiedendo di Angelo. Non mi dice dove. Il sito dà due indirizzi. Non sono neppure capaci ad aggiornare un sito. Indago rapidamente con facebook e realizzo che è in Marzahner Chaussee 85-87. Vado, nel tardo pomeriggio, senza aspettare che lei confermi. Faccio male i conti delle fermate, che mi sembrano tre da qui, invece che quattro, e cerco vanamente l’indirizzo dove non può esserci. Vado infine il 31/1, per mezzogiorno nelle intenzioni. Arrivo dopo un lunghissimo giro in area innevata perché anche se google maps indica la strada giusta (meno di dieci minuti dalla stazione della metropolitana), dalla cartina sembra ve ne sia un’altra equivalente che invece non v’è essendovi grandi complessi industriali frapposti. Invece di arrivare prima di mezzogiorno, arrivo verso le 12:30. C’è la vecchia troia della Stasi. Non ci sono clienti. Costei mi chiama Angelo. Costui guarda il libro delle prenotazioni e mi dice di andare lunedì e martedì, il 3-4/02 alle 17:00 fino alla chiusura per una prova.  

Angelo non sarebbe neppure una cattiva persona, nonostante l’aria accigliata da bambino sodomizzato in collegio o cresciuto troppo in fretta sulla strada. È che è del tutto fuori di testa, isterico, semianalfabeta ma, tipico in questi casi, con la sindrome di Mr. Perfezione e di quello più furbo degli altri. Ha anche, ultimamente, chiari segni di arteriosclerosi. Le persone approdano lì, al ristorante, restano un po’, e poi se ne vanno appena possono. L’unica che resta è Jana, che lui brutalizza quotidianamente ma lei è felice di esserlo. Siccome lei ha resistito più degli altri, lui si scarica soprattutto suoi nuovi venuti che passano di lì e, poi, appena possono, spariscono lasciando i due sadomaso e connubiare scontenti, acidi. Non che la risparmi ovviamente. Battibecca in continuazione pure con lei. 

Intanto la Polizia Segreta del governo tedesco parla con Claudia. Il solito. Prima, l’effetto richiesta. “C’è presso di voi un certo Athos? Ci occorre sapere... informazioni. Lui non deve neppure sospettare...” Poi dicono chiaramente che devono pagarmi il meno possibile e licenziarmi. Anzi: “Non deve sospettare nulla. Va indotto ad andarsene via di sua iniziativa.” Claudia ne accenna subito ad Angelo. Poi, la stessa Polizia Segreta parlerà direttamente con lui.

Angelo è fuori di testa di suo e con tutti. Fa solo il normale coi proprietari formali perché alla fine, se cozzano davvero, è lui che se ne deve andare. Un cuoco, anche se proprietario reale, alla fine lo si sostituisce. Mentre se loro hanno titoli o quote decisive di proprietà formale, non è che lui possa mandarli via dicendo che era una sceneggiata per fregare la ex-moglie.

Lui si mette in tasca un 3'000-4'000 euro netti al mese, visto il numero spropositato di ore che fa. O magari pure di più se ci sono altre cose. È sempre lì. La ragazza, obbligata a stare lì anche 12-13 ore di seguito, cerca di non superare di troppo le 40 ore settimanali, per cui fa anche 3 giorni di riposo la settimana. Ma lui ha bisogno di avere gente attorno da sgridare, persone che facciano le cose al posto suo quando possibile e con cui urlare. Per cui cerca di farle fare più ore che può anche se lei si è inventata di essere malata. In realtà, Jana ha solo problemi di cazzo con connesse isterie e problemi psicosomatici di circolazione. I primi giorni che io sono lì, loro se ne stanno nel retro a fumare e lui a giocare, coi giochini più stupidi del mondo, su un notebook Asus e lei sul telefonino che è di quelli a schermo grande. Poi lui si compra un telefonino nuovo e costosissimo, e passa a giocare stupidamente su esso.

I deliri di Angelo con me iniziano subito, anche se hanno un crescendo. Comincia che lui spende il suo tempo e le sue vaste conoscenze a dirmi le cose, ma che io devi apprendere subito. Già se gli chiedo una seconda volta, urla. Non solo urla. Ogni volta, sente il bisogno di pontificare lungamente. Siccome io sono gentile, non me la prendo ed ho un certa pratica nel trattare con dementi, lui si sente subito inferiore. Si sente deriso e non considerato. Gode se uno piagnucola e s’arrabbia. Diviene furioso quando questo non succede.  

Il ristorante è del tutto disorganizzato, senza alcuna conoscenza della psicologia del consumatore né di tecniche elementari di marketing. Fanno un po’ di affari il fine settimana, non non tutte le domeniche, dato che, inspiegabilmente hanno offerte speciali o che sembrano tali solo una domenica sì ed una no. A volte, creano eventi che attirano anche un centinaio di persone. Altre restano sul floscio per cui preparano troppo e non sanno come riciclarlo. Non sanno come procurarsi un flusso continuo di clienti: Neppure sanno come usare gli avanzi. Ci sono giorni, troppi, in cui non coprono neppure i costi del personale col ricavo. E non è che i pochi giorni di piena compensino i giorni moschi. Eppure i costi li hanno. Devono pagare le ore dei dipendenti inclusi loro stessi per il tempo che spendono lì. Il fitto di quel pian terreno e cantine di quella che sarà stata la villa di un generale o di un ministro, sebbene sembra che sia basso [ma non so quanto basso], dovranno pure pagarlo. Ci sono i costi dell’energia. Tra l’altro, sebbene non è che abbiano poi grandi riserve di cibarie, non sanno nulla di tecniche di conservazione per cui buttano via troppe cose, anche costose, per avaria. Ci sono poi gli ammortamenti. Non vedo che profitti possano avere. È vero che in Germania c’è un fisco che fa le pulci in tasca a tutti per cui i delinquenti devono coprirsi dietro ad attività come appunto i ristoranti. Se non hanno soldi da fonti strane, non vedo, come ristorante, che utili possano avere. A occhio e croce, dovrebbero essere in perdita cronica. Non credo neppure che la buona stagione possa portare grandi incrementi del giro di affari anche se lì hanno il vantaggio di avere come un giardino dove le persone possono consumare all’aperto. Ma essendo digiuni di psicologia del consumatore, anche solo di intuito, non sanno come creare un ambiente attraente per il cliente. Tutta la promozione è risolta in un pieghevole trimestrale con date e supposti eventi che a volte vanno bene ed altre del tutto buchi. Se poi chiamano qualche cantante di canzoni italiane, sono altri costi, che incidono sui profitti delle serata che non è per nulla detto bastino a compensate le perdite dei giorni mosci. Chissà che se ne fa il mangione tedesco di canzonette italiane e pure dal vivo... È tutto fatto seguendo degli stereotipi, delle manie dell’Angelo, non secondo logiche imprenditoriali di soddisfazione del cliente. 

Ci sono fornitori di prodotti ‘etnici’ che mostrano solo come loro non siano neppure capaci di passare da un supermercato per comprare dai savoiardi ai salumi. Eppur ve ne sono di economicissimi a Berlino, dappertutto. Glieli fanno pagare meno perché altri italiani li portano loro a domicilio e pure in piccole quantità ogni volta? Improbabile. Idem le verdure, in quantità infime e che trovano pure il modo di fare andare a male. Ci saranno altre cose... Tra l’altro, hanno un supermercato vicino e loro passano ore a far nulla i giorni di moscia. Non sanno inventarsi modi di produrre per fare profitti quando non hanno nulla da fare. Ma come già detto, non hanno neppure alcuna idea di come fare del marketing senza costi e per farsi conoscere in giro, oltre il vicinato.    

Già i primi giorni che Claudia gli accenna che è stata allertata dalla Polizia Segreta, Angelo comincia a fare discorsi strani anche se non stranissimi. Non è il suo terreno. Gli rispondo in modo semplice ed ovvio. La prima settimana faccio una trentina di ore che mi paga non 6, come agli altri dipendenti precedenti nello stesso lavoro, ma 5 euro l’ora e pure in nero dunque senza assicurazioni e contributi. Gli hanno detto che deve pagarmi il meno possibile e che se me ne vado è meglio... Fa discorsi deliranti che se mi impegno poi diventano 5.5 e forse, un giorno pure 6. Evito di far commenti. Mi paga a fine settimana. La domenica, se mi dice di andare pure la domenica.

Angelo è allettato da uno che può pagare ancora meno dei già sottopagati altri. Si finge preciso ed onesto ma è un ladrone, un guappetto, un mariuolo. Si dice che frega me e che frega pure la Polizia Segreta grazie a cui mi paga meno degli altri precedenti. I primi giorni la butta sulla retorica che quella è una grande occasione, che uno guadagna bene, e mi dice di fare tutti i documenti [codice fiscale e carta rossa (la carta sanitaria)] che faccio rapidamente. Però, quando ha tutti i documenti, non accenna neppure più alla messa in regola. La Polizia Segreta preme perché io non guadagni nulla e venga mandato via. Lui vuole solo coprirsi perché, venisse mai un’ispezione, potrebbe dire che aveva tutto per mettermi in regola, che si è trattato solo di un ritardo. Appunto, è il solito ladruncolo. 

Intanto Claudia gli ha trovato un altro, un albanese. Va lì lunedì 10/2 per una prova. Non devono essersi trovati. Eppoi, dato che in Germania sono burocratizzati e fanno a tutti contratti individuali scritti fin dal primo giorno, questi gli avrà chiesto di essere messo in regola subito. Se uno fa il lavoratore ad ore, la paga dovrebbe essere doppia di uno che fa un numero minimo di ore, abbiano o non abbiano lavoro per tutte le ore per cui ti assumono. Lì non la hanno la necessità di una persona in più per 40 ore fisse la settimana. Anche nell’area camerieri, raddoppiano e pure triplicano e più coi proprietari (o pseudo tali) solo i giorni di punta e per alcune ore. Non che chiamino uno/a per 4 o 5 ore la domenica, o per un qualche evento, e gli o le diano 5 euro l’ora... Lo fanno solo con me su ordine della Polizia Segreta e perché loro sono delinquenti e psicopatici obbediscono ad ordini di delinquenti e psicopatici di Stato.   

Intanto i deliri di Angelo progrediscono in crescendo. Come se alle sue sindromi solite fosse subentrata un’evidente arteriosclerosi. Mi dice gli ingredienti sbagliati. Pur di contraddirmi, perché io le pizze le terrei in forno il meno possibile (anche dopo solo un minuto, una pizza non è mai cruda; anzi, il cliente si gusta di più la sfoglia soffice, pur sottile perché oramai le pizze le fanno un po’ dappertutto schifosamente sottili; ma quando è “ben cotta”, dura, il cliente si mette in bocca un wafer), lui le fa uscire stracotte, bruciacchiate, durissime. Dà ordini sconnessi. Ma lo fa pure con Jana. Si inventa le cose e le procedure sul momento pur di contraddire l’altro. Qualunque cosa ti dica la trasforma in sproloqui senza senso. Si fabbrica tragedie in continuazione, come solo una mente malatissima ed irrecuperabile, e pure masochista, può fare. Non gli piacciono le risposte ovvie e razionali, veritiere e rapide. Adora quando Jana reagire con scenette isteriche alle sue isterie. Deve fabbricare dei rapporti nevrotici con l’altro, sennò non sta bene-male. Come tutti i sadomaso si sente a posto solo a stare male in permanenza ma con l’altro che sta al suo gioco. Con me si sente spiazzato.  

Le seconda settimana sono egualmente una trentina di ore. Anche la terza. Scendono ad una ventina la quarta. La quarta ha ricevuto l’ordine dalla Polizia Segreta che devo essere obbligato a licenziarmi subito, che non possono più aspettare, che ho già lavorato e  guadagnato troppo. Lui dice a Linnéa del BfV, che preme, che lui è furbissimo e mi obbliga a licenziarmi i prossimi giorni, le prossime ore. Mi chiama sabato 01/3, un momento che non c’è nulla da fare, e mi chiede che io faccia quando non vada lì. Come tutti gli infami del Terrorismo di Stato arzigogola ossessivo nella sua mente malata e poi, da infimo delinquente, deve crearsi delle giustificazioni di quello sta facendo. In effetti, i due giorni precedenti me li aveva dati di riposo. E pure rodendosi perchè ogni volta che lui mi diceva di non andare io gli buttavo lì un: “Ottimo che ho da fare!” Io, tanto per non raccontagli nulla [che gli devo dire che leggo, studio e scrivo?! ..ad un semianalfabeta complessato e rancoroso?!], gli dico che i due giorni precedenti sono stato occupatissimo a passare 300 giga di dati e configurazioni da un computer ad un altro. Lui mi chiede se io abbia un computer nuovo. Per evitare altre sue scemenze a catena, come è solito fabbricarsi e proferire, gli dico che erano computer di altri. Lui si costruisce da solo, e lo dice pure agli altri [è così insicuro di sé che ha sempre bisogno del sostegno altrui, per cui dice subito tutto agli altri, secondo quello che capisce, cioè non capisce, ovviamente], che sono un programmatore e che ho passato gli ultimi due giorni a mettere a posto il computer “di un amico”. Appunto, uno non capisce, e si dice quel che si dice, quel che vuole.   

Poi, dato che si crede astutissimo, si sposta sulla missione datagli dalla Polizia Segreta:
- “Ma se tu sai fare tutte queste cose ed hai pure studiato in università, perché fai il lavapiatti ed il pizzaiolo a cinque euro l’ora? No, devi dirmelo. Devi dirmelo! Ma ti sembra normale?! No, non è normale! Deve esserci qualcosa che non va!!! Rispondimi.”
- “Mi scusi, ma che me frega di quello che possano pensarne gli altri?!”

Non posso neppure tentare di dirgli che uno resta quello che è qualunque cosa faccia. Sono quelli che non valgono un cazzo che hanno bisogno di posizioni formali per darsi delle arie, un’autorità, per darsi una identità che non hanno. ...Discorso troppo lungo e con troppe sfaccettature... Lasciamo perdere...

Poi, vorrebbe gli raccontassi i dettagli di dove sono stato e di cosa ho fatto. Gli dico che la mia biografia è su linkedin. Per cui, se la guardi e studi se crede. Nessun mistero. Siccome lui tenta di buttarla su lui grande agente segreto che scopre i misteri altrui io gli dico diretto-diretto che è tutto pubblico e che può accedervi pure lui. Non su facebook dove uno può raccontare quel che crede, anche fantasie ma su linkedin dove se uno non scrive cose veritiere lo si vede subito e si sputtana. Non sa che sia linkedin. Neppure Jana. Poi lo trova, dopo avermelo chiesto, ma non sa entrare. Preferisce i suoi giochini scemi per analfabeti sullo schermo del telefonino. Gli ho smontato in partenza l’ennesima tragedia. Non ha più interesse di andarsi a vedere cose che anche il BfV, la Polizia Segreta, può vedersi! 

Va avanti un po’ su questo tono. Infine si sposta sull’irrisorio avendo sottomano la vecchia troia raggrinzita della Stasi che, fumatrice accanita, era nel retro a succhiare sigarette sognando cazzi nessuno le dà:
- “Dice che sa usare i computer, che ha fatto l’università, e lavora qui per cinque euro l’ora!!!”
Angelo lo dice e lo ripete.

E siccome lo butta lì col tono di chi voglia ridicolizzare, ecco che la vecchia troia raggrinzita della Stasi comincia, come per riflesso condizionato, a eiaculare una lunga risata isterica, da vecchia troia rinsecchita, ignorante e che non capisce nulla di nulla.   

Io li guardo altezzoso e senza alcuna emozione. In effetti, non me frega proprio nulla di quel semianalfabeta isterico in servizio di Terrorismo di Stato italo-tedesco-NATO e con accoliti attorno.

Allora serio-serio mi fa:
- “Devi essere un terrorista.”
- “I terroristi sono solo di Stato... ...Certo! Il governo tedesco mi dà 10'000 euro al mese e poi di manda da dei ladroni come voi a 5 euro all’ora come copertura.”
- “Ora telefono alla polizia...”
- “Ottimo! Sono incensurato. Se li chiama vengono con una ambulanza per ricoverarla subito...”

Smerdato, non riesce a dire nulla. Non è il suo terreno. È perduto.

Lui, dopo che me sono andato, telefona a Linnéa del BfV:
- “Io sono astutissimo, un vero agente segreto... ...Ho pratica di queste cose... È solo che a quell’Athos gliene ho dette, gliene abbiamo dette, di tutti i colori, lo abbiamo ridicolizzato, ma lui non se ne frega di nulla e di nessuno. Che devo fare?”
- “Se non se ne va lui, dovete licenziarlo voi. Ha già guadagnato troppo lì!”
La stessa cosa, Linnéa del BfV, la telefona a Claudia.

Angelo insiste anche i giorni successivi.
- “No, non è normale. C’è qualcosa che non torna. Tu sai fare delle cose ma lavori qui a cinque euro l’ora. Ecco sei di quelli che si buttano giù per non pagare il dazio.”
- “Qui  i ladroni che non pagano il dazio siete solo voi.”
- “Ma allora perché lavori per cinque euro l’ora invece che fare altre cose?”
È il classico pidocchio ignorante e demente che cerca di costruirsi delle giustificazioni per il lavoro sporco è stato incaricato di fare dagli Squadroni della Morte del governo tedesco-NATO.

È un classico. Il pidocchio deve dimostrarsi e dimostrarti che la colpa della sua viltà e delle sue bassezze, delle sue demenze e dei suoi crimini, è tua, non sua. In effetti, il pidocchio non può avere una moralità. Per cui, il pidocchio straparla e delira.

Mi dice di non andare, il giorno dopo, domenica 2/03/2014. Ah, una domenica, due domeniche prima, mi aveva detto di andare, poi quando ero arrivato lì mi aveva detto che non c’era lavoro, per cui... Lo avevo ringraziato della passeggiata. Vado invece lunedì, martedì e mercoledì, il 3-4-5/03.

In realtà, domenica avevano uno in prova, un altro, uno che lavorava da qualche altra parte gli altri giorni. Si impegna ad andare anche la domenica successiva, il 9/03/2014. Visto che ora hanno l’ordine operativo di licenziarmi, hanno bisogno di altri, almeno nei momenti di piena.

Lunedì 3/03/2014, c’è lui, Angelo. Comincia coi deliri aveva già iniziato e che si faranno più insistenti i giorni successivi. Deve far finta, e fingere pure con sé stesso, di avermi licenziato per colpa mia.
- “Devi concentrarti. Devi mostrare dedizione. Ti devi ricordare tutto. Non posso credere che tu sappia fare altre cose e poi qui te ne freghi del lavoro.”
Le solite balle ossessive che dice a tutti con sproloqui di minuti e minuti per dimostrarsi che lui è meglio di ogni altro.

Io mi limito ad un:
- “Ah, c’è lei. Io avevo mangiato abbondante ieri. Mi ero preparato ad una giornata di digiuno come l’altra volta che c’era Jana. Gli slavi sono anarcoidi ma servili. Fanno solo quello si dice loro e non fanno quello non si dice loro...”
Lui non dice nulla, ma poi telefona a Jana che devo mangiare anche quando siamo soli io e lei. Infatti, il giorno dopo, lei mi prepara un’abbondante e ricca pasta, delle penne.

Martedì 4/03/2014, siamo soli io e Jana. Angelo, come già da qualche giorno, mi aveva preparato delle pulizie generali. Angelo, quando è di riposo, non ha nulla da fare... La sua vita è il ristorante, a cucinare ed a giocare con giochi idioti che ora ha nel telefonino quando non ha nulla da fare. Per cui, a casa si sente sgomento. Ecco che quel martedì è più agitato del solito dopo che è andato a parlare con Linnéa del BfV. Telefona a Jana, sul telefonino di lei. Le ripete ossessivamente:
- “Io ora sono un grande agente segreto. Perfino il Servizio Segreto mi chiama per avere la mia collaborazione come agente in operazioni speciali. Tu devi tutto a me. Mi devi obbedire. Non ti impegni abbastanza. Devi fare tutto come me. Devi dirmi tutto. Devi dirmi tutto quello che fai e tutto quello che pensi. Perché io posso farti fare carriera ma anche distruggerti. Siamo un grande ristorante, perché io sono il più grande cuoco del mondo. Se non vengono abbastanza clienti è perché tu non cucini bene come io ti ho insegnato. Non ti ricordi le cose. Fai sempre degli errori. Quando non ci sono io, tu sei responsabile. Devi fare la capa. Devi imparare. perché io non posso venire tutti i giorni. Devo anche riposarmi un po’. Tu non lavori abbastanza. Non mi sostieni abbastanza. Non mi capisci. Invece tra colleghi deve esserci cooperazione. Io ti ho già insegnato tutto, ma tu devi fare sempre meglio. Invece non ti vedo abbastanza partecipe. Sbagli in continuazione. Devi dirmi perché, che c’è che non va. Devi dirmelo! Dai, dimmelo!”

Lei gli risponde irritata e nevrotica. Del resto con lui che la nevrotizza e lei che si fa nevrotizzare... Lui le urla. Lei reagisce ancora più isterica. Vanno avanti per un paio di ore. Alla fine, quando lei riesce a mettere giù quella telefonata infinita, quella pazzia dell’Angelo, si indirizza al cameriere che appena può corre nel retro a fumarsi una sigaretta. Tutta scossa, sbotta:
- “Angelo mi ha tenuto per ore al telefono per ore per insultarmi.”
Lui risponde con un secco:
- “Angelo è paranoico.”

Intanto, mentre Jana ed Angelo sono a nevrotizzare al telefono, arriva un ordine. Io vado a chiamare Jana, come è corretto fare. Lei mi dice di preparare la pizza, una quattro stazioni, e mi dice, di sua iniziativa, gli ingredienti della stessa che comunque io avevo già guardato, per sicurezza, su un foglio appeso al muro vicino a dove si preparano le pizze. A parte che la si può fare con ingredienti differenti, a seconda dei luoghi e del pizzaiolo, lì non la sanno fare, Angelo non la sa fare. Gettano tutti assieme olive nere, champignons, salame e prosciutto cotto. Li gettano mescolati invece che fare quattro quarti differenti, ciascuno col proprio ingrediente specifico, naturalmente sulla base standard di pomodoro e mozzarella.

Il giorno dopo, mercoledì 5/03/2014, quando arrivo, poco prima delle 16:00, Angelo mi blocca in cucina, prima ancora che io raggiunga il retro per cambiarmi. S’è creato un’altra nevrosi. Ci ha pensato dal giorno prima, tutta la notte, ed il giorno stesso, finché non arrivo. Non ha nulla da fare. Rimugina e rimugina e si crea cose che non esistono. Urla:
- “No, non si può andare avanti così! Si vede che non ti applichi, che non ti interessa lavorare qui... Ieri sei andato a chiedere a Jana come si fa la quattro stazioni! ...Dopo che l’hai fatta centinaia di volte! [che significa due o tre volte magari con loro che preparavano gli ingredienti sì che uno, non facendo tutto il processo, poi non si ricordasse - inutile dire loro che non sono capaci ad insegnare alcunché, se non nella maniera isterica e del tutto inefficiente ed inefficace usano]”
- “Non è vero.”
- “Ero al telefono con Jana e ti ho sentito.”
- “Non è vero.”
- “Ti ho sentito che le chiedevi come si fa la pizza.”
- “Non è possibile, anche perché potevo guardare da solo.”
- “Ma io ti ho sentito.”
- “Non è possibile. È arrivato un ordine ed io la ho chiamata dato che lei era nel retro.”
- “Ma io vi ho sentito, quando voi eravate in cucina.”
- “Lei ha detto gli ingredienti. Non può avere sentito io che li chiedevo perché li ha detti lei di sua iniziativa quando mi ha detto di fare la pizza.”
- “Dopo tanto che lavori qui non conosci ancora gli ingredienti delle pizze.”
- “Lei si è solo inventato un’altra cosa che non esiste.”
- “Ora vado a telefonare a Jana per chiederglielo.”
- “Faccia come crede.”
- “Ecco, tu sei come l’altro che se ne è andato dopo sei mesi, che aveva sempre la risposta pronta per tutto! Non tollero più questa situazione!”

Angelo è davvero tutto e sempre così. Ora è solo nevrotizzato un po’ di più dalla Polizia Segreta crucca. Uno dei primi giorni che ero lì mi dice brutto-brutto:
- “Ma ieri sera hai sbagliato metropolitana?”
- “E perché mai?!”
- “Ti hanno visto andare nella direzione opposta.”
- “Ma figuriamoci! C’è una linea con due direzioni. Come farebbe uno a sbagliarsi?”
- “Ti hanno visto andare nella direzione opposta. Allora non è vero che vivi dove mi hai detto.”
- “Ma figuriamoci!”
Tutto agitato va a chiamare Sasha, che quando chiudono va alla metropolitana con la bicicletta e che in effetti mi aveva superato mentre ero in prossimità della stessa. Non so che si dicano. Ma non insiste più con quei deliri che si era chiaramente fabbricato.

Siccome non capisce nulla di organizzazione, non tollera che uno faccia le cose meglio degli schemini lui si è fabbricato nella sua testa malata. La sera, quando si lava il pavimento, lì gettano l’acqua con il tubo flessibile del lavandino e con un altro che sta dall’altra parte che ha solo un filino di acqua. Poi gettano il sapone direttamente dal contenitore. Ne fanno spreco e lo spargono pure male. Il sapone si sparge meglio annacquato e gettandolo direttamente da un secchio d’acqua. L’acqua egualmente si getta meglio e con più precisione con secchi. Per esempio, mentre uno sta facendo altre cose, come raschiando per terra, intanto il secchio si riempie ed uno può poi gettare l’acqua. Col sistema del tubo flessibile che è fisso presso il lavandino, ed un altro dal lato opposto, molti punti non si raggiungono o si raggiungono male, oltre che si perde più tempo. No, lui è fissato col suo metodo inefficiente ed inefficace e non ammette variazioni. La ragazza bulgara, nevrotica e da lui ulteriormente nevrotizzata, non si permette variazioni e si sottomette supina a qualunque scemenza del rincoglionito dalla nascita.  

Forse la prima settimana, forse la seconda, Andreas mi chiede di fargli una pizza al salmone. Lo prendo, lo taglio e lo mescolo agli spinaci, dato che lì la fanno a quel modo. Arriva Angelo.
- “Che stai facendo?”
- “Il padrone mi ha chiesto una pizza al salmone.”
- “Che salmone hai preso?”
- “Ho preso quello sopra, chiaramente.”
- “Quello è avariato.”
- “Ma figuriamoci...”
- “Sì, puzzava. Ed ora gli fai una pizza col salone andato a male...”
Tentava di andare avanti con una delle sue discussioni infinite, per impedirmi di fare la pizza quello stava aspettando...
- “Primo, non ho sentito alcun cattivo odore. Secondo, se era avariato non doveva stare lì. Doveva buttarlo via. Ora faccio la pizza e se poi il padrone si sente male vorrà dire che mi licenzierà!”
Poi tenta di dirmi che se ho messo un po’ d’olio, col sale ed una spezia in polvere usano lì in cucina, non si amalgama con lo schizzo di panna per cucinare che egualmente usano quando amalgamano salmone e spinaci per quella pizza.
Deliri! Menzogne per impedire all’altro di lavorare. In realtà, lì, mettono aglio ed olio, prima di aggiungere la panna da cucinare, quando preparano la pizza al salmone.
- “Ho fretta. Quello sta aspettando la pizza... ...Ottimo! Vorrà dire che mi licenzierà il padrone!”
Ho preso ed ho finito di farla, con lui che smontato se ne andava. Il salmone non aveva alcun problema. Psicosi distruttive dell’Angelo!

Angelo è così in tutte le cose. Nevrosi, complessi, isterie ci accatastano e si combinano nella sua persona malata. I malati e delinquenti delle Polizie Segrete ci marciano su simili figuri. Così come anche sui malati e delinquenti freddi e silenziosi alla Claudia ed Andreas Kerger, e con e gli stessi delle Polizie Segrete del Terrorismo di Stato, che mandano avanti gli agitati come quell’Angelo facendo finta di non saperne nulla, loro.

Giovedì mi dice di fare il giorno di riposo, ché c’è già Jana. Vado Venerdì. È sparito il grembiule con cui mi copro un po’ per non insozzarmi troppo. Chiedo se ce ne sia uno. Mi dice che a lui non ne frega nulla che io abbia o non abbia un grembiule. Cerco finché non ne trovo uno, mentre lui, Angelo, esibisce il suo migliore atteggiamento da infame per poi concludere:
- “Oggi, comincia male. Hai perso un mucchio di tempo per il grembiule.”
...Se lo ha fatto sparire... In realtà, siccome arrivo in anticipo, inizio solo alle 17:05, dopo aver cercato il grembiule per una decina minuti. 

È rabbioso che io eviti tutti i suoi trappoloni, che faccia cadere tutte le scemenze che proferisce e, dunque, di non riuscire a creare incidenti. È così rabbioso e tutto preso dall’ordine della Polizia Segreta che devono obbligarmi ad andare via ma che deve sembrare che sia una scelta mia, che piccato non mi dà neppure da mangiare quel giorno. Fa lo stesso. Siccome lo capisco che non mi darà nulla quel giorno, pizzico di tutto in abbondanza senza che nessuno mi veda. Nessuno mi vede, in effetti.

Soliti deliri nevrotici di lui che cerca di contraddire in tutto, facendo pure le cose sbagliate pur di far vedere che si fanno in modo differente da come uno le stia facendo.

Sabato 8/03/2014 è l’ultimo giorno, dato che il giorno dopo hanno già combinato con un altro fesso. Ovviamente nessuno me lo ha detto, per cui Angelo deve fare le sue solite sceneggiate da camorrista malato furioso, appena arrivo, prima ancora che mi cambi: 
- “Guarda, ci ho pensato tutta la notte. Ma così non si può continuare. Io mi sento continuamente preso in giro e ridicolizzato da te. Non si può continuare a questo modo! Oggi è l’ultima possibilità!”

Io non dico nulla, tanto tutti sanno che sarà l’ultimo giorno, come da ordini di Linnéa del BfV, anche se deve essere tutto un gran segreto. Lui si fa le solite parti da bamba. Anche Jana, da lui nevrotizzata, è tutta tesa. Sa ma non può far vedere. Eppoi, lui non le ha contato tutta la storia, né lei c’arriva di suo. Non che neppure lui, Angelo, ci abbia capito nulla, Neppure gli altri due delinquenti malati Claudia e Andreas Kerger. Pidocchietti esecutori.

Vorrebbe trovare qualche pretesto. In momenti di quiete che non c’è nulla da fare manda Jana, che come una scema obbedisce, in cucina a vedere che cosa io stia facendo. Nulla di sospetto. Non riesce a trovare pretesti per montare tragedie.

Angelo continua coi suoi deliri, anche con Jana, non solo con me. È uno così con tutti. Poco prima delle 8 sbotta, a freddo:
- “Se continui così ti mando via, ti mando via!”
- “Tanto lo sanno tutti che è l’ultimo giorno. Posso andare via anche ora, sono giusto 8 ore, oggi.” [Avevo iniziato a mezzogiorno.] È a loro che si fa un favore a lavorare sottopagati. È che poi sono così disorganizzati ed inetti che non sanno neppure sfruttare appieno il lavoro di coloro pagano né il loro stesso lavoro. Non sono certo loro che fanno un favore a chicchessia. A parte che ha l’ordine degli Squadroni della Morte della Polizia Segreta del governo tedesco-NATO, ha già trovato un altro che magari pagherà 6 euro l’ora e che poi manderà via per non dargli di più. 
- “Vado a preparare il conto delle ore!”
Ma siccome sono due fannulloni, io resto poi lì fino alle 22:30. Sennò sarebbe toccato a loro lavare e pulire tutto.

Dato che è semianalfabeta, ed anche coi numeri ha problemi, chiama Jana di là per fare un banale foglietto con 5x4 + le ore della giornata che poi saranno 10 e mezza. Lui e Jana vanno via alle 22:00. Mi dice che, quando vado via, Sasha mi paga. Controllo poi di là ed in effetti c’è, sul tavolino del retro, il ‘pomposo’ prospetto delle ore della settimana. ...Che s’è fatto scrivere da Jana!  

Sia Angelo che Claudia Kerger telefonano poi a Linnéa del BfV, i delinquenti malati di mente delle Polizie Segrete dei Terrorismi di Stato:
- “No, tranquilli... Voi c’avete detto che è uno intelligente e che capisce tutto ma noi siamo più astuti. Di sicuro non s’è accorto di nulla. Noi siamo dei veri professionisti. Noi siamo dei grandi agenti segreti... Lui ha pensato di sicuro che sia tutto successo per caso o magari, come ci avevate suggerito, per colpa sua. Sicuri, che non ha avuto neppure l’ombra del sospetto che ci fosse di mezzo la Geheimpolizei der Bundesrepublik Deutschland! Sicuri! Sicurissimi!”
- “Comunque, rassicuratevi... Anche avesse capito qualcosa e tentasse di renderlo pubblico vi garantiamo che siete tutti ben protetti dalla legislazione sulla privacy, sulla Datenschutz.”

Appunto...